-^ò^-Nato a Megliadino S. Fidenzio-^ò^-





lunedì, 23 novembre 2009


 


Stiamo volando verso la fine di questo anno, popolato da sfiducia generale salvo eccezioni, tutti contro tutti, in TV si accalcano gridatori di verità contrastanti, va di moda lo scontro sempre più feroce, succede anche nella normale vita quotidiana di tutti, giovani e giovanissimi compresi, c'è troppa competizione, troppi personalismi solitari, niente più aggregazione aperta, ma solo per sovrastare... Ecco  allora in sintonia,  con quel che mi colpisce,  la Rima di oggi... l'Ego... nel Pagliaio, una metafora di ciò che mi sento... e... "Come Vorrei..." dei Ricchi e Poveri... buona Giornata a chi transita e lascia commento.
L'Ego ... nel pagliaio
 
Ho riposto quel ego da burattinaio
Volendo volare come un marinaio
Fermarmi in un chiosco da fioraio
Plasmando quel mio "io" d'acciaio
 
Senza mai torcersi in un guaio
Ancorato nel caro me stesso mio
Con la gioia ed il dolore nel focolaio
Bruciando quel ardore mio primario
 
Per Lei l'indomabile dentro al buio
Un inferno al netto del ghiacciaio
Per salire verso il monte dell'avvio
Cliccando sull'origine del mio dio
 
Sincopata estasi in Lei con tripudio
Che mi manca come il sole a gennaio
Accendo un bel cerino per lampadario
Cercando quel mio ego nel pagliaio
 
Edo e le storie appese


EdoEleStorieAppese | lunedì, 23 novembre 2009 alle ore novembre 23, 2009 07:52 | commenti (2) |






mercoledì, 18 novembre 2009


 


Buon giorno... diamo i numeri?... Per chi una certa data fa pensare o tremare oggi è solo il 18 ma ieri era il 17 novembre ... ma non era venerdì 17, bensì solo martedì... e non è successo nulla di particolare... ma se un qualcosa di storto c'è stato un 13 o 17 lo si ricorda, ma personalmente non ho nessun timore anche se devo dire che in queste date è successo un qualcosa di bello o grave, fatti che emergono dal mio vissuto... però adesso come adesso e quest'anno in particolare va quasi tutto bene... crisi o non crisi viaggio nella media discretamente finchè dura ci faccio la firma, pur nel generale sconforto... io non mi lamento, salute? di ferro... affari? nella media tendente al bello, ma anche tutto il resto... continuiamo così... buona giornata e fortuna a Tutti voi...  con un poco conosciuto Lucio Battisti...
Dentro la cornice del destino
 
Sei entrata nella cornice del destino
Hai riempito il mio quadro della vita
Una presenza di presagio nel divino
Nello scorrere del tempo mio in salita
 
  Sorseggiandomi un futuro sbarazzino
 Sommo le batoste e la gioia ricevuta
Starò seduto sul dorso del cammino
  Sballottato e accarezzato come seta
 
Nell'era presunta d'usura del gancino
Che tiene appeso al muro incorniciata
L'avventura ... dal tempo mio bambino
L'incedere della fantasia in me riunita
 
Godendomi ogni scampolo di sereno
  Vivendo una conclusione forse ardita
      Nell'universo del incanto farò un pieno
     D'emozioni prima che la vita sia finita
 
Edo e le storie appese 
 
 
 
 

 
 
 
 


EdoEleStorieAppese | mercoledì, 18 novembre 2009 alle ore novembre 18, 2009 07:51 | commenti (5) |






sabato, 14 novembre 2009


 


Buon Weekend a voi viandanti del Web, benvenuti nel mio rimato mondo, tempo novembrino doc... ma è un mese ricco di manifestazioni a cui partecipo, ieri sera al Teatro Arcimboldi di Milano ho visionato " Tosca " commedia musicale di Lucio Dalla... da vedere... questa sera altra manifestazione culturale/mangereccia, in serie con domani Sera e martedi prox... Buona giornata a voi... e se qualcuna cercasse di me... ??? ascoltate la canzone.

A spasso nel tempo

Con i petardi sotto i piedi
Scoppiettanti di colori
Come quando tu sorridi
Oppure sbocciano dei fiori

Nei sentieri in cui ti fidi
Ma se spuntano i dolori
Il destino allora sfidi
Cercando degli allori

Che all'istante sembran lucidi
Come nei novelli amori
Diventano poi ìnfidi
Se trasformati in traditori

I pe_tardi son clamori
Se all'amore tu t'affidi
Saran per noi splendori
Se a Lei Tu fai le lodi

Edo e le storie appese



EdoEleStorieAppese | sabato, 14 novembre 2009 alle ore novembre 14, 2009 07:33 | commenti (2) |






martedì, 10 novembre 2009


 


Musica... Emozione e pozione

Un volo pindarico ascoltando la musica
M'appare nel buio una silhouette unica
Un ologràmma improvviso che mi ricarica
Nell'estasi di note che il teatro amplifica

Sui vellutati sedioli alla Scala magnifica
Le corde emozionali ho teso alla ceca
Sono orsù pizzicate e questo m'infoca
Un desio che s'accende alla luce fioca

Ma piano lumifica con fretta di lumaca
Ribollìo che freme come caffè nella moca
Un profumo si diffonde e laggiù si disloca
Dove arde la fucìna fra le valve dell'ostrica

Viandante sono nella tarda mia epoca
Cogliendo l'emozione che ora m'intrica
Distillo la pozione che poi m'imbriaca
Grazie alla dolce musica che mi gratifica

Edo e le storie appese



EdoEleStorieAppese | martedì, 10 novembre 2009 alle ore novembre 10, 2009 07:56 | commenti (2) |






giovedì, 05 novembre 2009


 


Novembre... il tempo è in sintonia... ed io sono in vena remember... con un raccontino di vita del mio tempo bambino... ed una canzone così per gradire.

il fotografo



Data astrale certa… luglio 1950... avevo sei anni, abitavo al natio borgo in provincia di PD... ai piedi dei Colli Euganei, piccolo paradiso terrestre, era un caseggiato con due unità abitative, una casa rurale del 1880, così recitava la targhetta sull'arco d'entrata, chiuso da un cancello di legno malfermo e sbatacchiante al minimo refolo di vento, abitavo con la mia famiglia in questo grande cortile prospicente un vigneto in aperta campagna, che a sua volta confinava con un'altra casa di architettura simile alla mia, ci abitava un fotografo, un curioso personaggio con i mustacchi lunghi e grigi ed una capigliatura simile ad Albert Einstein, un personaggio curioso con la sua “cassetta” ( fotocamera ) con obbiettivo e treppiede in legno, un panno scuro dove si nascondeva per inquadrare il soggetto… e poi la pompetta... simile ad un uovo di gomma collegata con un tubetto alla camera da ripresa che serviva per scattare la foto, aveva un trespolo dove allocava un polvere al fosforo per fare il flash, producente un acre odore dalla nuvoletta che si sprigionava al momento della combustione con lampo.
Doveva essere un lavoro appassionante, andava in giro con una bici strana senza pedali con le due staffe semoventi, come i moderni macchinari da palestra, con portapacchi larghi dove alloggiava tutto l'armamentario che occorreva, andava in giro a scattare foto per scolaresche o famiglie, matrimoni o eventi di folclore… o per fatti di cronaca, aveva anche una stanza in casa addobbata come studio di posa, ero suo amico, mi raccontava storie di bellissimi viaggi a bordo di piroscafi verso le Americhe, dove lui prestava servizio come fotografo di bordo.
In quel tempo mio bambino... lui era oramai avanti con gli anni, si diceva avesse già cento di anni, per via della capigliatura e mustacchi a manubrio ma anche per quel abbigliamento stile belle epoque, portava un mantello nero fuori con fodera scarlatta dentro, aveva delle sciarpe dai colori sgargianti, i pantaloni stile sultano, scarpe come aladino... il basco con pon pon... di vari colori, un vero personaggio.
Era d'estate, un pomeriggio caldo, ero appollaiato su in cima al mio eremo, una casetta in legno costruita sopra un immenso albero di Pero adiacente alla casa del fotografo, casetta/eremo costruita da mio nonno per me, per salire aveva messo dei pioli conficcati sul tronco che poi attecchirono come talee, avevo così una scala molto verde ed ecologica, stavo leggendo le strisce a fumetti dei miei eroi preferiti del tempo, come Nembo Kid oppure Tex Willer, Capitan Miki ecc.
Quel giorno notai movimento ai piedi dell'albero, dalla fessura delle tavole osservavo non visto, era il fotografo insieme ad un avvenente signora vestita elegantemente, stesero un damascato drappo vermiglio ai piedi del pero, non c'erano recinzioni a delimitare le proprietà, quindi gli sconfinamenti nel nostro vigneto/frutteto non davano fastidio, eravamo tutti amici cordialmente e non c'erano abusi di sorta.
Il fotografo cominciò il suo lavoro con abile regia... ogni scatto era studiato, lui guardava dentro la fotocamera e dirigeva gli spostamenti di madama, quando tutto era come voluto e dopo aver alloggiato la lastra per venire impressionata, ecco l'esplosione del fosforo del flash a completare il lungo lavorio di messa in scena, la signora rientrava varie volte in casa per cambiarsi d’abito, ancora foto, poi cominciò uno strano balletto della signora per togliersi un capo d'abbigliamento alla volta e scagliarlo in aria… divertentissimo… lei rideva nel fare questo, ed ogni volta una foto, lei roteava e si fermava a mezz'aria e… ciak...! un lampo del fosforo illuminava l'irreale scena con la classica fumata acre a seguire... ed in quella nuvoletta la mia fantasia si alzava e si componeva, si espandeva, come fosse un ologramma o miraggio che poi si scioglieva.
Avevo sei anni come detto prima, non ero malizioso nel cucciolo mio pensare, ma da quella fessura fra le assi del mio eremo non visto, ammiravo le nude fattezze morbide della bellissima dama che nel frattempo era rimasta senza veli... solo un idefinito cespuglietto sul bassoventre, non avevo mai visto femmine nude, ma stranamente non ero turbato... ammiravo e basta, il fotografo si denudò senza tante movenze strane, si adagio con la signora e cominciarono ad accoppiarsi come avevo visto fare dagli animali della fattoria, era normale per me vedere gli accoppiamenti dei cavalli, dei conigli, delle oche e del gallo comandante in capo del pollaio, quello era il più assiduo con ogni gallina che gli capitava a tiro, quindi tutto normale o quasi, perchè quel uomo e quella donna lo facevano diverso dagli animali, non erano frettolosamente violenti ma molto teneri e accarezzosi, lui che la baciava ovunque ci fosse un anfratto... e poi l'atto completo con quella forza propulsiva ritmata ed elegante, la signora gemeva modulata ed estasiata, ad un tratto con un sussulto accompagnato da un fremito quasi violento, mise fine a quel balletto avvinghioso fra i due ed a quella che fu la mia prima visione in Cinemascope/Vistavision di uno spettacolo insolito senza i titoli di coda ad enunciare i protagonisti.
La mattina seguente stavo salendo sul mio albero/eremo... il fotografo mi chiamo per dirmi che per quel giorno non ci sarebbero state foto, rimproverandomi poi che non era bello sbirciare dalle fessure del pavimento, lui mi aveva notato dopo lo spettacolo,
Su quell'albero di Pero, osservatorio personale privilegiato del tempo mio bambino, ho assistito a tante altre storie che avvenivano in quel vigneto/frutteto... aiutato a volte solo dalla fantasia... con quel volo pindarico verso l'infinito che ci attende... nel mondo dei sogni.

Edo e le storie appese



EdoEleStorieAppese | giovedì, 05 novembre 2009 alle ore novembre 05, 2009 12:56 | commenti (3) |